martedì 21 dicembre 2010

Gnocchi all'ortica

















Non riesco a credere di stare postando una ricetta tanto inesistente. Facile. Stupida. Ma buona. E le ricette facili sono quelle che servono quando si ha un bimbo che vuole giocare, un compagno che la sera ha fame e non sempre la voglia di cucinare che sprizza da ogni poro.
In estate e primavera è cosa facile raccogliere le ortiche (facile coi guanti, eh!). Le foglie sono leggere, quindi cosa facile è anche essicarle, semplicemente appendendo i mazzetti a testa in giù in luogo areato ed al riparo dalla luce diretta del sole, finchè non sono sbriciolabili tra le dita.
Ma può capitare, come è successo a me, di essere tanto presi nel cercare cose insolite da dimenticare questa raccolta essenziale. Abbiamo sfruttato ortiche fresche, ma sono stata tanto sbadata da non metterne via per l'inverno...
Eppure la soluzione c'è ed è anche semplicissima: recarsi in erboristeria e acquistare un poco di ortica essicata. L'ortica si usa in tisane e decotti come diuretico e re-mineralizzante, pertanto è erba comune nelle erboristerie. Certo, il costo è maggiore che a raccogliersela da soli (e la soddisfazione nettamente inferiore), ma pesa talmente poco che un bel barattolino pieno pesa circa 30 grammi!
Secca è meno profumata di quella fresca, ma in questo l'autoproduzione non darebbe migliori risultati.
Quindi:
-panna vegetale (io ho usato la panna di mandorle)
-sale e pepe
-olio extra vergine di oliva
-poco scalogno
-acqua se serve
Dopo aver fatto il soffritto di scalogno, appena dorato, ho aggiunto un cucchiaio raso di ortica per persona ed un poco di acqua per farla rinvenire qualche minuto. Infine ho aggiunto la panna ed ho lasciato cuocere qualche minuto per permettere all'ortica di reidratarsi ed all'acqua in eccesso di evaporare ;-)
Nel frattempo si porta a bollore l'acqua salata e poi si fanno cuocere gli gnocchi (miseramente comprati stavolta, ma per fortuna ne trovo, anche nei comuni negozi, di totalmente vegan). Appena vengono a galla li raccolgo con la schiumarola e li faccio saltare nella padella col sughino orticoso.
E sono buoni!
Tre nanosecondi di impegno culinario, ma tante proprietà delle erbe selvatiche a portata di mano :-)

mercoledì 15 dicembre 2010

Pesto/patè di cavolo nero e chapati di farro!


















L'ultimo pesto, almeno per un po', promesso! Questo è delizioso spalmato sui crostini! Un ottimo antipasto. Naturalmente allungandolo con poca acqua calda e olio svolge magnificamente anche la funzione per cui è nato, condimento per pasta o cereali in chicco.
Ho usato un bel mazzo di foglie di cavolo nero (grazie GAC, grazie!), 2 spicchi di aglio, una tazza di semi di girasole, sale, pepe e olio extra vergine di oliva più acqua.
Ho aggiunto acqua perchè i semi di girasole sono molto pastosi e si ottiene una consistenza abbastanza solida, perfetta da spalmare. Volevo evitare di aggiungere troppo olio, per cui mi sono aiutata con l'acqua per tritare bene e mi riservo di aggiungere olio extra vergine di oliva extra quando lo "allungo" per usarlo come sugo pronto. Dal momento che surgelo i vasetti, l'aggiunta di acqua non compromette la conservabilità del prodotto ;-)

















Infine abbiamo ripetuto i chapati, dal momento che il topo si diverte e la merenda viene buona ed educativa: abbiamo preso i chicchi di farro decorticato (che bello affondare la mano nella ciotola di chicchi); li abbiamo macinati osservando come nasce la farina; abbiamo aggiunto un po' di acqua tiepida ed ho lasciato che il topo si divertisse un po'. Infine abbiamo aggiunto un bel cucchiaio di patè di olive nere ed ho terminato la lavorazione dell'impasto. Questa volta l'ho steso molto più sottile ed il pane ottenuto era quindi più croccante, delizioso!

venerdì 26 novembre 2010

Pesto "siciliano"

















Ed ecco un altro pesto (e non è l'ultimo ne ho un altro nella macchina foto e nel freezer, sopratutto)!
Ho preso l'idea da un pesto che ho assaggiato di noto supermercato.
Il mio non somiglia molto all'"originale" e questo mi suggerisce che l'originale fosse quasi tutto olio con poco pomodoro, pochissimo basilico e tracce di mandorle. Fate un po' voi.
Ma almeno mi ha suggerimento l'accostamento e così è nato questo, i cui ingredienti sono, in proporzioni assolutamente imprecisabili, perdonatemi, ma tanto la varietà è sempre un guadagno ;-):
-pomodori secchi (io ho usato ciliagini secchi regalatimi da cara amica, thanks!) reidratati
-basilico (lo so, lo so, sono in ritardo, ho realizzato la ricetta un mese fa con l'ultimo basilico che ho travto, ma ancora profumato!)
-mandorle tritate più o meno finemente secondo i gusti
-olio extra vergine di oliva
-aglio
-sale
-pepe a piacere.
Tutto nel mixer e poi nei vasetti.
Come si vede dalla foto, nonostante avessi un bel pacco di pomodorini, il colore è stato decisamente coperto da quello del basilico! Che in effetti ne copre anche in parte il profumo, quindi regolatevi meglio di me, se riuscite!
Ah: buono :-)

giovedì 18 novembre 2010

Zuppa di ceci e castagne

















Vorrei che la foto potesse trasmettere il profumo di autunno e il calore che una bella zuppa sa regalare!
Ma siccome le mie abilità fotografiche rasentano il ridicolo, dovrete immaginare ;-)
Questa zuppa ci è piaciuta proprio tanto (non al topo che nonostante l'età continua a non volere i legumi "interi", ma questa proprio non la volevo passare ecchè)!
La ricetta è facilissima, ma un pelino lunga, o meglio, richiede qualche passaggio da fare in anticipo.
Ovviamente l'ammollo dei ceci, di almeno 12 ore. Poi la cottura degli stessi, che anche in pentola a pressione richiede il suo tempo (anche un'ora o più, dipende quanto vi piacciano teneri).
In ogni caso ho fatto una zuppa di ceci semplice: ceci, scalogno e uno spicchietto di aglio, 2 foglie di alloro, poco sale marino integrale solo a cottura ultimata. Step one, concluso.
Le castagne: la sera prima abbiamo fatto cena a caldarroste e quelle rimaste le ho sbucciate bene e conservate in un contenitore ermetico fino al giorno successivo, ma naturalmente possono essere abbrustolite apposta durante la cottura dei ceci e poi sbucciate. Metto sovente le castagne nelle zuppe quando è stagione, ma aggiungerle arrostite anzichè bollite ne cambia, e direi migliora, decisamente il profumo.
Infine, ho affettato 2 porri e li ho fatti rosolare molto velocemente a fiamma viva, lasciandoli croccanti e profumanti.
Ultimo step: versare la zuppa di legumi sui porri rosolati (o viceversa) ed aggiungere le castagne "brusatà".
Per le quantità non posso che dire di andare ad occhio e poi nulla di vieta di mettere più castagne e meno ceci o viceversa. Fate vobis.
Sembra un lavorio inutile, ma consente di avere porri profumati, ma ancora croccanti e non "squagliati" nella zuppa e castagne cotte, ma ben sode e sopratutto profumatissime!
Le castagne non sono "erbe", pare ovvio, ma ho inserito questo post anche nell'etichetta "erbe spontanee", perchè grazie al cielo "l'albero del pane" è ancora comune in molte zone d'Italia ed andare a spasso a raccogliere castagne è un'attività sana, economica ed utile per il portafogli e la salute ;-)

domenica 7 novembre 2010

Biscotti alla castagna e giretto per boschi



















La ricetta l'ho tratta da questo bel libricino!
La ricetta è stata modificata, in primis perchè ero senza kamut (o farro, non ricordo quale farina prevedesse) ed ho usato manitoba; in secundis (che non si dice) perchè ho aumentato la farina di castagne e ridotto quella "normale". In terzis :-D perchè all'olio di mais bio e spremuto a freddo con tutti i crismi ho preferito olio di arachide (si ossidano gli omega 6! Si ossidanooooo! In cottura servono i monoinsaturi, che vuol dire extra vergine di oliva o arachide quando serve un sapore neutro). Infine, tanto per non modificare solo poco, nel dubbio che la ricetta somigli per davvero all'originale, non avevo malto di mais, ma solo di orzo che ha un sapore marcato e non mi piace nei dolci....
Quindi:
-200 g farina manitoba
-200 g farina di castagne
-50 g cocco grattuggiato
100 g zucchero mascobado
-80 ml olio di arachide
-lievito per dolci (vanigliato)
-200 ml circa acqua tiepida
-pizzico di sale

mescolare gli ingredienti asciutti, poi aggiungere gli altri. Lavorare l'impasto fino a che sia morbido ed elastico. Prelevare tanti pezzetti e ricavarne palline da sistemare sulla carta da forno, in una teglia.
Infornare a 180°C per 15-18' (le mie palline erano grosse causa pigrizia e poco spazio nella teglia, quindi il tempo di cottura ha superato i 20').

Ora, incredibile a dirsi, sono il primo biscotto che mi viene "egregiamente"! Vale a dire, che buoni son buoni, se vi piace il sapore della farina di castagne e che non siano troppo dolci. Ma di solito a me i biscotti bruciano sotto e diventano mattoncini, mentre incredibilmente questi son diventati abbastanza secchi, ma teneri.
Naturalmente al topo, ma a me e al padre sì, quindi va bene ;-)

Approfittiamo, quando il tempo lo concede, dei sabati per fare passeggiate in zona, ultimamente all'insegna della ricerca di ex miniere di grafite ( e sì, che l'erpetologo ora cerca insetti ipogei). Nel mentre si approfitta per raccogliere castagne (a breve una zuppa buonissima!), bacche di rosa canina, mazze di tamburo, le ultime suppongo.
Buon autunno :-)

martedì 12 ottobre 2010

Che mondo sarebbe senza.... Legumi?!!


















E no!
Non potevo resistere!
Come spesso accade il merito non è mio e la scoperta neppure.
Ma non potevo esimermi dal condividere questa piacevole scoperta, anche perchè è una idea ottima, ma che dico, di più! per la merenda dei bambini.
Veghella, vegella o come volete chiamare tutte quelle simil-nutelle senza derivati animali, ne è pieno (per fortuna) il web.
Ma, grazie a Sibia, ho scoperto questa!
Quindi grazie pubblicamente a Giuseppe!
Come sempre ho leggermente cambiato gli ingredienti (non lo faccio apposta, perlomeno non sempre!): ho usato olio di arachide come olio di semi (dovrebbe essere chiaro che ho in antipatia gli oli pieni di poli-insaturi omega6, quindi se non posso usare l'olio evo, come olio di sapore neutro uso l'olio di arachide); ho omesso completamente il cacao amaro in polvere (tra gli imputati di alcuni mal di testa) ed ho quindi sostituito con farina di polpa carruba. Non avevo invece la farina di semi di carruba da usare come addensante, quindi mi son tenuta una veghella leggermente più liquida (la versione "fa caldo" della nutella).
Per il resto ho seguito la ricetta, quindi rimando a quella!
E poi ho assaggiato! Su fetta di pane morbido come da tradizione: buono!
Indubbiamente può essere un buon modo per far mangiare legumi a quei bambini che proprio non ne vogliono sapere altrimenti. Può anche semplicemente essere un modo per regalarsi qualcosa di dolce, con tanto di ferro, folati, fibre, vitamine del gruppo B :-D
Questa ricetta oltretutto è priva di nocciole e, se devo dire che il gusto probabilmente guadagnerebbe da una mescolanza legumi/crema di nocciole (e che quanto prima mi cimenterò a sperimentare), bisogna riconoscere che questa crema cioccolatosa diventa ideale anche per chi ha dovuto eliminare la frutta secca dalla propria dieta ;-)

martedì 5 ottobre 2010

Farecchiata
















Per caso in un supermercato ho visto un legume che mi era sconosciuto e dal prezzo esorbitante. La cosa ha fatto suonare a festa le campanelle nel mio cervellino (nonostante il prezzo) e contro ogni logica (scorta di legumi abbondante e varia oltre che prezzo da furto in banca, per due semini) il pacchetto è passato subito tra le mie mani e dal cervelletto degli istinti al carrello il gioco era fatto.
Però da cosa nasce cosa e grazie al mio acquisto compulsivo ho scoperto i piselli Roveja!
Ovviamente una manciata dei preziosi semini finirà nell'orto la prossima primavera (per puro sfizio, visto che per averne una quantità degna di nota serve uno spazio che non ho), ma nel frattempo, stasera mi sono dilettata nella sua ricetta più "classica", pare molto antica: la farecchiata.
La ricetta originale prevede l'utilizzo o di pecorino o di alici ed io naturalmente ho omesso entrambi, facendo un semplice soffritto di cipolla (e volendo si può sempre grattare del formaggio veg).
Per ottenere la farina ho benedetto ancora una volta il mio mulino , che ho usato prima allargando parecchio la macina e poi rimacinando la farina una seconda volta a macina molto più stretta.
Siccome le bucce della roveja mi sembravano piuttosto "hard", ho eliminato quelle più grosse setacciando la farina.
Nella foto, terribile, causa flash inevitabile, ho immortalato il setaccio con i resti delle bucce, dal momento che è stato il suo primo utilizzo :-D
Il sapore della farecchiata? Ottimo, non sa di piselli e nemmeno di fave, ma li ricorda entrambi. la consistenza è piacevole. La preparazione semplice (come la polenta).
La consistenza per ovvi motivi la rende ideale anche come pappa per bambini piccoli.
Il topo l'ha apprezzata semplicemente spolverata con un poco di lievito alimentare in scaglie.
Ne ho avanzata parecchia che non vedo l'ora di poter tagliare e ripassare in forno domani :-)
A questo proposito aggiungo un'ultima nota positiva (anche se, visto il prezzo di partenza, la cosa lascia il tempo che trova): così come con la farina di mais per la polenta, la resa è ottima! Poca farina assorbe molta acqua durante la cottura e diventa estremamente saziante!
P.S. siamo tornati dall'Abruzzo, che è una regione splendida! Al più presto le foto ;-)

martedì 21 settembre 2010

Chapati a merenda!




Il topo l'altro giorno ha voluto giocare con la farina e così gli ho proposto di fare un gioco che potesse mangiare: i chapati!
Per la ricetta ufficiale leggete qui (ma ne è pieno il web).
Io però ho lasciato al topo la scelta degli ingredienti: il risultato è stato farina, uno spicchio di aglio, 5 nocciole tritate e sale :-)
Il topo ha impastato la farina con acqua mentre io tritavo l'aglio e sgusciavo e tritavo nel macinacaffè le nocciole del nostro albero (5 mamma, tinqueee). Poi l'ho aiutato a completare l'impasto (era più sulle sue mani e tra le dita che non appallottolato).
Poi l'abbiamo steso insieme mentre la padella si scaldava a dovere.
E l'abbiamo guardato cuocere insieme.
Il primo gioco che diventa una merenda!!!
Ah! E non è venuto male! Solo un po' troppo spesso forse ;-)
P.S. so che ultimamente ho latitato parecchio dal blog, ma annuncio una nuova assenza: passeremo una settimana in Abruzzo!

venerdì 10 settembre 2010

lunedì 6 settembre 2010

Pesto di noci e nocciole al basilico.


Stavolta sono rimasta sul classico: tanto buon basilico profumatissimo!
Per 5 barattoli ho usato poco meno di 100 grammi di nocciole, 50 grammi di noci, 5 mazzi di basilico, sale e pepe e olio evo quanto basta. Nota di sapore: un pezzo di Sheeze smoked cheddar. Circa 50 grammi. Gnam. Tutto nel robot (prima la frutta secca perchè al topo il pesto piace fine).
Niente di più facile e niente di più profumato!
Veloce e surgelato in un attimo!
L'anno prossimo pianto quintali di basilico, perchè il pesto non voglio comprarlo più ;-)

mercoledì 18 agosto 2010

Pesto nocciole e salvia

















Si avvicina l'autunno ed io ancora devo finire un po' di nocciole nel surgelatore dall'anno scorso.
Sì sì, nel surgelatore: essendo praticamente prive di acqua non si "ghiacciano", l'aspetto ed il sapore rimangono intatti e si preservano dall'irrancidimento i grassi poliinsaturi di cui sono ricche. Vanno surgelate intere, con il guscio.
In ogni caso, gli ingredienti sono stati:
-100 grammi di nocciole sgusciate (sgusciarle è arduo compito, lo so)
-50 grammi di prezzemolo
-circa 30 foglie di salvia
-4 spicchi di aglio
-2 pomodori tipo San Marzano
-200 grammi di zucchina cruda
-olio evo
-sale
-pepe a piacere.

















Se desiderate un pesto più fine e cremoso, bisogna per prima cosa polverizzare le nocciole nel robot. Solo in seguito si possono aggiungere tutti gli altri ingredienti (escluso l'olio). Se invece preferite un pesto più grossolano potete semplicemente mettere tutto nel robot con lama tritatutto e tritare fino a consistenza desiderata.
Per aiutare il compito delle lame io aggiungo l'olio evo a filo, mentre il robot è in funzione, ciascuno si deve regolare in base alle proprie preferenze, ma in questo caso io ho usato un bicchiere circa di olio, per un risultato complessivo di sei vasetti da sugo di pesto.
Una volta pronto i vasetti vanno dritti nel freezer! In questo modo evito di dover sterilizzare e cuocere gli ingredienti.
E' un pesto decisamente aromatico e diverso dal solito, ottimo sulla pasta, ma anche per bruschette ed antipasti.
Naturalmente al topo non piace molto :P, non è un fan della salvia, per cui a breve sacrificherò un altro po' di nocciole per una ricetta un poco più classica, a base di basilico o cavolo...
Ma a noi piace molto!

martedì 13 luglio 2010

Muesli!!!


2 post in un giorno, ecco. Così recupero l'assenza.
L'erpetologo non riesce nemmeno ad assaggiarlo (ha una innata antipatia per le pappette dolci, salate me le mangia tutte), ma a me piace molto ed è veramente, ma veramente, saziante.
Ma non quelli già confezionati, zuccherati, con tanti cereali caramellati e poca frutta vecchia di mesi.
La ricetta originale la trovate qui. Nasce per i pazienti della clinica svizzera di Max Benner, quindi le dosi sono parche. Se avete un metabolismo elevato ed una giornata piena le dosi possono essere aumentate, ma vanno rispettate, più o meno, le proporzioni.
Pochi cereali (possibilmente crudi! Io faccio da me i fiocchi sera per sera), tanta frutta (la ricetta originale prevede una grossa mela grattuggiata, anche coi semi, per 20/30 grammi di fiocchi. I fiocchi crudi si mettono a mollo in po' d'acqua la sera prima (o in latte di soia). Se l'ammollo è stato fatto in acqua, al mattino buttate l'acqua che avanza ed aggiungete (non dimentichiamo che è un blog vegan!) un poco di latte di soia o meglio ancora di mandorle crudo, un cucchiaio di semi oleaginosi (nocciole, mandorle, sesamo ecc.) ed un cucchiaino di uvetta più uno di succo di limone o arancio. Voilat.
La mela abbondante e grattuggiata dolcifica fantasticamente e si amalgama senza problemi. La mela inoltre è il frutto che si meglio si presta ad essere combinato con altri alimenti. I semi oleaginosi assicurano una fonte di grassi (essenziali per un buon senso di sazietà), minerali e proteine. L'avena è ricca di fibre anche solubili ed è energizzante. Il glutine dell'avena è di solito molto ben tollerato. Ed il fiocco ammollato (meglio se crudo o comunque il più fresco possibile) conserva buona parte delle vitamine del gruppo B e degli antiossidanti di questo fantastico cereale.
Naturalmente questo semplice pappa è un vero toccasana come pappa per bambini. Tra i sei mesi e l'anno, volendo, è possibile frullare l'avena ammollata e tritare finemente i semi oleaginosi, of course. Ma non serve che scriva queste cose, vero?

Orto e rientro :-)

Siamo tornati (già da qualche tempo, per la verità) dalle vacanze. La Corsica è veramente splendida: una terra che unisce in modo indescrivibile mare e montagne. Peccato, per gli amanti della piccola fauna selvatica, che spesso il sottobosco sia rovinato dalle mucche. Buon per loro che almeno sono libere e pascolanti (sembrano più capre, per la capacità di pascolare su pendii rocciosi!), però pestano il terreno, mangiano tutto e rovinano i corsi d'acqua.
In ogni caso vedere animali liberi è sempre un piacere, anche se la triste fine è sempre la stessa suppongo.

In ogni caso è facile vedere la lucertola tiliguerta














Serpenti come il biacco (non ci sono vipere, tranquilli)!














Larve di euprotto corso














Gechi














Mucche perfino in spiaggia!














Ci sono paesini splendidi come quelli della Casinca, zona a sud di Bastia, che offre un mare non eccezionale magari, ma un entroterra speciale.














Le montagne sono alte e ricche di sentieri (anche se noi immancabilmente siamo finiti fuori pista in cerca di un laghetto d'alta quota, asciutto...














Il mare è meraviglioso sopratutto sulla costa Ovest (siamo stati nei pressi di Calvi) e tutte le spiagge del deserto degli Agriates, raggiungibili solo in barca (grazie), 4x4 (ma veramente fuoristrada, occhio!) o a piedi o mountain bike.














Nicolò ha fatto amicizia con vari insetti














Camminando nell'entroterra si possono vedere ancora le vecchie case dei pastori, che avevano i tetti coperti di terra ed erba!














Anche tornare a casa ha riservato piacevoli soprese perchè in nostra assenza è finalmente arrivato il caldo e nell'orto è maturata un sacco di roba! Ci hanno accolto i lamponi bianchi, i ribes rossi e neri, le prime grosse zucchine e naturalmente le aromatiche rigogliose.











Quindi mi sono messa all'opera ed ho messo da parte qualche vasetto di marmellata. Io uso meno di metà zucchero (integrale) rispetto al peso della frutta pulita. Senza zucchero del tutto ho avuto problemi di conservazione.
Intanto sopratutto i lamponi hanno prodotto veramente tanto e stiamo continuando a goderci freschi tutti quelli che maturano scalati.
Ora aspetto le more ed i mirtilli! Ed i pomodori!
L'insalata è pronta, mentre fagioli e fagiolini e piselli stanno cominciando.
Quest'anno ho piantato anche un po' di soia: sembra stare bene ed è pure una pianta carina! per ora è in fiore, vedremo come sarà la produzione!

giovedì 17 giugno 2010

Banchetti, Fiori d'acacia pastellati e saluti :-)


Ho trovato una simpatica maglietta per il topo all'animal day di Pinerolo. Con piacere ho rivisto il banchetto delle Sfigatte e di AgireOra. Io sono stata volontaria con un banchetto per l'associazione Simabo. Con tanto di assaggini vegan per i visitatori! Ma la pioggia non ha mollato un attimo...
per fortuna, tra pochi giorni, ce ne andiamo finalmente in vacanza!
La Corsica e sopratutto una bella mobilhome tutta per noi ci aspettano :-)
Il bello delle mobilhome è che sono abbstanza spaziose per sopportare giochi e libri e permettono di superare anche una giornata di pioggia (ma non pioverà vero??????). Inoltre e sopratutto, sono attrezzate di cucina! Solo in questo modo riusciamo a mantenere una parvenza di sana dieta vegan anche a zonzo e risparmiando visti i costi del mangiar fuori...
Spero di accumulare tanto sole perchè ne ho proprio bisogno! Ed anche tanto sale sulla pelle!
Per salutare il blogghino lascio una "ricetta" (come al solito si fa per dire) realizzata un paio di settimane fa, in ritardo rispetto alle solite stagioni e prima che il diluvio universale imperversasse sul Piemonte (e purtroppo non solo).
I fiori di acacia!
Appena raccolti, li ho pastellati con una pastella fatta di sola farina di ceci e acqua, abbastanza densa da appiccicarsi ai fiori. Nel wok ho scaldato l'olio di arachide (scusate, ma per la frittura non potevo proprio sprecare il delizioso olio evo toscano che mi è stato regalato dai miei genitori, reduci da un viaggio in centro Italia) ed ho poi fritto i fiori uno alla volta.
Man mano che li ponevo sul piatto coperto di carta da cucina li ho spolverati di zucchero mascobado.

Gnam!
E via che si infilano i legumi anche in queste ricettine dolci!
Il topo saluta tutti gli amici animali e non, buona estate in arrivo per tutti!!!!

domenica 30 maggio 2010

Tempo che manca e pasti sregolati: frullatone verde!


Ahhhh! Ultimamente sono poco presente, lo so.
Il tempo è più che tiranno perchè il topo è sempre più grande (e meno male) e stiamo praticamente sempre in giro!
Quindi, a volte, mi è capitato di trascorrere con lui giornate in cui abbiamo mandato al diavolo l'orologio ed abbiamo mangiucchiato seguendo la fame: pizza rossa (senza strutto! per fortuna almeno i panettieri dalle mie parti usano l'olio d'oliva, ma purtroppo proprio di recente ho ancora trovato posti che usavano lo strutto, grrr) a metà mattina al parco giochi e poi niente pranzo. Poi magari scorpacciata di frutta nel primo pomeriggio. Poi ancora una seconda merenda a fette biscottate e tahin, accompagnate da una arancia (le ultime, sigh) o un frullato verde! E poi niente cena, a volte, per colpa delle due merende, ma magari uno yogurt e succo di frutta in serata, quando noi grandi cerchiamo di rilassarci con qualche dvd...
Farà bene, farà male? Booo. Fintanto che gli alimenti scelti sono sani credo che l'orario sia veramente indifferente. Certo, quando mangiamo così all'acqua di rose faccio più fatica ad inserire i legumi (tranne la soia per lo yogurt), ma ultimente sono molto più rilassata per la storia delle proteine e quando mangia tanta frutta e tahin mi sento super serena.
A volte ci tengo però ad infilargli un po' di verdura a foglia verde e quando si mangia in allegria un buon sistema può essere quello di ficcarle nei frullati!
Ed è un consiglio che vale anche per tutte quelle mamme con figli che rifiutano la verdura!!!
Una bella manciata di spinaci o anche semplicemente di lattuga, oppure ancora un poco di broccoli o cavolo, possono essere in tutta tranquillità gettati nel frullatore con una mela e una banana o qualsiasi altro frutto piaccia ai vostri figli. Per ottenere un frullato abbastanza liquido allungo con spremuta d'arancia o, quando non è più stagione di arance, con del succo di frutta 100% (mela, anans ecc.) perchè preferisco non usare troppo latte di soia (consuma già parecchi yogurt) e poi ritengo sia più digeribile non fare troppi mescoloni con la frutta.
Garantisco che il sapore delle verdure non si sente assolutamente, mentre il colore è uno spettacolo!
Al topo dico che è il frullato di Hulk :-D
P.S. lo so che in questa foto il topo sembra tisico :P ma garantisco che è colpa delle mie pessime capacità fotografiche!

mercoledì 12 maggio 2010

"Palle" di riso glutinosos :-D


Siccome stasera sono terribilmente prigra, posto una ricetta che ho preso in rete e di cui mi basta mettervi il link per farvi accedere alle istruzioni passo a passo: eccolo! Il sito è in inglese, ma le istruzioni sono molto semplici e corredate di fotografie per ogni passaggio. Se sfugge qualcosa chiedete!
Io OVVIAMENTE ho omesso il colorante, quindi le mie pallette sono bianche e non verdi come da ricetta originale ;-)
Il riso glutinoso si trova nei negozi di alimenti asiatici; negli stessi di solito si trova anche la farina di riso glutinoso, ma io ho semplicemente macinato la quantità di riso che desideravo nel mio mulino: lo amo sempre più!
Per ottenere una semola finissima come quella che si trova nei negozi è necessario macinare una seconda volta, ma lasciando l'impasto leggermente più "granuloso" non è successo nulla di irreparabile.
In bancarelle asiatiche incontrate in Francia ho assaggiato queste pallette anche farcite con crema di arachidi o pasta di azuki dolci (credo che siano tipo i mochi giappoonesi no? c'è qualche esperto tipo Yari in linea?): tutti dolcetti de-li-zio-si!

martedì 27 aprile 2010

Lettera aperta alle mamme leghiste di Adro

Su questo blog non ho mai scritto di politica.
Non ho nemmeno mai scritto direttamente di animalismo o di antispecismo, preferendo semplicemente mettere i link ai siti che trovo utili per informarsi sull'argomento. Chi mi conosce sa che non ho alcun problema ad esprimere le mie opinioni, ma questo blog per me vuole essere solo un diario della vita culinaria di una famiglia che ha scelto di cucinare senza derivati animali. Ma ora non riesco a tacere, perchè vedo le facce di altre madri e perchè quel che viene tirato in ballo è il cibo.
Care mamme, faccio riferimento a quanto si può vedere qui.
Ho letto la lettera dell'imprenditore di Adro (questa) che ha deciso di donare 10.000 euro alla mensa scolastica per saldare la morosità di alcuni genitori. Io trovo le sue parole splendide e coraggiose e ammetto che leggere un testo simile scritto da chi ha comunque scelto di dare il suo voto in una direzione diversa da quella che sceglierei io mi dà una grande gioia, perchè spero che siano tanti coloro che anche votano lega, ma che non si riconoscono nella sempre più preoccupante guerra tra poveri che "si sta" venendo a creare. L'ho messo tra virgolette perchè credo che non si crea per caso e che ci sia una terribile, ma precisa volontà ad alimentarla, cavalcando l'onda della crisi per dare, come sempre accade, la colpa al diverso e lavarsi le mani continuando con le politiche marce che a questa crisi ed altre hanno portato.
Ma vengo al punto, alle mamme. Nel titolo ho specificato "leghiste" perchè credo che anche le "altre" siano sempre mamme di Adro, perlomeno madri sono e ad Adro vivono.
Io sono certa, perchè l'essere umano è spesso così, che tra i casi di mancato pagamento della retta per la mensa ci siano dei "furbi". Ne sono certa con certezza praticamente matematica (non so se ridere o piangere di questo, ma comunque). Quindi capisco la rabbia di chi paga e cerca di vivere sempre nell'onestà nonostante i tempi lavorativi difficili. Molta più rabbia, rispetto al piccolo furbetto, però, mi fa una classe politica che per prima non accenna (a destra e sinistra parimerito, tranne il movimento 5 stelle mi risulta) a diminuirsi umilmente uno stipendio che in nessuna zona del pianeta è tanto alto. Che organizza condoni fiscali che sempre più rendono normale e socialmente ammissibile l'evasione fiscale.
Ma anche rimanendo terra terra e provando a limitarmi al "piccolo" caso di Adro, in mezzo ai furbi rimane la possibilità che anche solo uno sia veramente incapace a pagare. Ma vi dirò di più, mamme, col cuore: se anche fossero solo dieci furbi, ma da quando pagano i figli per le colpe dei genitori? Si è mai arrestato il figlio di un serial killer per punire il padre latitante? Avrebbe senso?
Se siete stufi dei "furbi" usate le vostre forze per lottare per la legalità nel vostro comune, chiedete a gran voce ispezioni fiscali sulle famiglie, così se uno di quelli che non ha pagato ha la BMW ultimo modello e la villetta a schiera forse i nodi vengono al pettine. Ma non fatelo da soli, per carità, non facciamo il far west: usiamo le leggi che abbiamo e difendiamo la legalità! Questo è l'unico modo per usare in modo costruttivo una situazione incresciosa!
Invece nel video ho visto solo due madri sbraitare (a torto o a ragione diventa quasi indifferente)con una rabbia tale l'una contro l'altra che mi ha stretto un nodo al cuore. Ho pensato: meno male che i bambini non erano lì a vedere quello spettacolo. Poi ho realizzato che probabilmente l'avrebbero comunque visto in TV.
Una madre ha detto: "prima di avanzare dei diritti, bisogna adempiere i propri doveri".
Non è stato immediato, ma questa frase mi ha lasciata con uno strano peso sul petto, una sensazione di amaro in bocca che non ho saputo identificare subito.
Poi ci ho pensato ed ho realizzato la gravità di un simile pensiero detto in buona fede: non sappiamo più cos'è il DIRITTO. Cosa sono i diritti fondamentali dell'uomo (e del bambino) mamme di Adro?
Il diritto non è qualcosa che ci si deve guagnare, i diritti sono di tutti (a maggior ragione dei bambini). I diritti sono anche di chi ha sbagliato (anche un terrorista, per esempio, ha diritto alle cure mediche se sta male ed a mangiare). Un extracomunitario (e, mi ripeto, ma ancor più chiaro mi sembra che sia quando si tratta dei bambini) ha gli stessi identici diritti fondamentali della persona di tutti gli altri cittadini.
Certo un immigrato avrà pure gli stessi doveri: quando lavorerà pagherà le tasse (e sappiate che sono le tasse dei lavoratori immigrati a consentire all'inps di pagare le attuali pensioni senza andare in rosso, provate a vedere la puntata di report di domenica 25 aprile), ma i diritti sono e devono rimanere uguali per tutti a prescindere da sesso, nazionalità, religione. Se qualcuno non paga le tasse o fa il furbo, perseguiamolo a norma di legge (ma per favore, anche gli italiani, visto che la legge DOVREBBE essere uguale per tutti). Ma non si può, non esite che si tolga il cibo ai bambini.
Non possiamo permettere che le attuali difficoltà ed il pessimo (anzi, CRIMINOSO) servizio reso dalle televisioni, per buona parte sia pubbliche che private, incrementi la cattiva informazione, l'odio, l'ignoranza, il consumismo. Vedo famiglie che faticano ad arrivare a fine mese che non rinunciano all' I-phone. Con e senza veli. Vedo ragazzini che non si sentono nessuno se non hanno il capo firmato (da qualunque paese provengano i genitori).
E' questo che deve fare rabbia. E' questo che dobbiamo unirci a sconfiggere.
Informiamoci e vi prego favoriamo almeno il più alto livello possibile di scolarizzazione, a tutti. E' il nostro futuro.
Leggiamo, leggete!
Non smettiamo di imparare, di interrogarci, di metterci in discussione. Spegnamo la TV, ve ne prego. Dobbiamo smettere di considerarla una fonte di informazione, perchè la TV vi dà quello che volete, perchè pagate. Non vi dice la verità. E se può mallearvi, se può convincervi a fare quello che lei vuole lo farà.
I diritti non si guadagnano, si hanno. E non dipendono da qualcosa che deve essere fatto in cambio per ottenerli. Per averli è sufficiente essere vivi, essere in grado di percepire il dolore e la soddisfazione.
Ce li hanno anche i criminali ed i malati di mente. Hanno diritti anche le persone in coma (anzi, proprio la destra ha voluto rendere obbligatorio un diritto, che ossimoro! per una persona in coma vegetativo, e poi se ne frega di toglierli a chi ha ancora tutti il sistema nervoso centrale integro?).
Hanno diritti, infatti, anche gli animali.
Che certo non hanno doveri da adempiere prima.
Ce li hanno perchè come noi soffrono pazzamente quando li prevalichiamo.
Punto.
Questo sarebbe il vero amore, se veramente c'è qualcuno intenzionato ad aprire il suo cuore.

venerdì 23 aprile 2010

L'Osteria dell'Orso

Per il pranzo di compleanno con i miei genitori e mia sorella abbiamo mangiato all' Osteria dell'Orso, a Prarostino (TO).
Si tratta di un locale presente sul territorio da molto tempo, che da un paio d'anni è stato rilevato da due giovani e bravi cuochi, Simone e Chiara. Fanno attenzione alla qualità del cibo, di provenienza il più possibile locale e biologica. Senza bisogno di prenotare si trova in menù almeno una scelta vegetariana, ma avvisando per tempo si può richiedere un menù interamente vegan ;-)
Per noi hanno preparato: antipasto con sformatino di lenticchie rosse decorticate (delizioso, croccante fuori e morbidissimo all'interno, aromatizzato al cumino);

Fettuccine fatte in casa con pesto vegetale sempre fatto in casa (buonissime, ma le ho mangiate subito dimenticando di fare la foto...); Verdure miste (carote, barba di frate, cardi e finocchi) saltate con tofu (veramente saporito!);

Contorno di porri in agrodolce al forno;

E per dessert deliziossimi muffin al tè sencha aromatizzato al rabarbaro!

Chiedo venia per la qualità delle immagini, ma avevo dimenticato la macchina fotografica, quindi ho usato il telefonino... E c'era (per fortuna!!!) una luce decentemente bassa.
Tra l'altro si offre anche servizio catering a domicilio ;-)
Per chi capitasse da queste parti:
Osteria dell'Orso
Via San Rocco 60
10060 Prarostino (TO)
0121/500277

mercoledì 21 aprile 2010

Noodles alle alghe


Ultimamente il topo non apprezza la pasta, per cui impazzano i cereali in chicco ed i noodles (che apprezza particolarmente, forse perchè vanno giù quasi da soli)!
In passato non li ho mai usati, ma col senno di poi devono essere eccezionali per le pappe, tagliandoli bene!
In questo caso ho tagliato una cipolla a pezzettoni e l'ho lasciata rosolare un minuto. Una decina di minuti prima avevo messo a bagno un po' di alghe per tipo: hijiki, spaghetti di mare, spirulina e dulse.
Ho scolato le alghe e le ho aggiunte alla cipolla, lasciato insaporire un minuto e aggiunto altra acqua per ottenere la quantità di brodo voluta. La cottura delle alghe è veloce (circa 15 minuti) e a fine cottura ho messo i noodles di grano. Mentre questi si ammorbidiscono ne approfitto per far scioglere un poco di miso in poca acqua della zuppa, così posso aggiungerlo prima di impiattare!
A noi piace con poco brodo, ma naturalmente la quantità di acqua va regolata a piacere.
E il pieno di alghe, ogni tanto, è un toccasana. Purchè non si ecceda, come in tutte le cose, per evitare il consumo eccessivo di iodio e sale.

giovedì 15 aprile 2010

Sticky rice with mango!


La ricetta, per filo e per segno (ma in inglese), la trovate qui.
L'idea è di mia sorella, che tornata dalla Tailandia ha voluto provare a riproporre il dolce da lei adorato sul posto.
NON è km 0. Ovviamente. Ma per togliersi lo sfizio ogni tanto si può fare, anche perchè i vegan sono coloro col minore impatto ambientale relativo all'alimentazione, mooolto minore ;-)
Il riso glutinoso si trova nei negozi asiatici ed al più presto pserimenterò ricette con la farina!
Ah! In cima al tortino di riso (marroncino per via dello zucchero integrale as usual) ci sono fagioli mung decorticati e tostati :-)

domenica 4 aprile 2010

Polenta pomodoro e funghi


Ebbene sì, qui è ancora inverno praticamente. Per cui questo piatto caldo-fumante ci sta tutto.
Utilizziamo le previdenti scorte messe via per l'inverno, come la passata di pomodoro ed i funghi essicati.
Io ho usato mazze di tamburo, raccolte dal topo medesimo. Lo scorso autunno ne abbiamo raccolte parecchie e molte sono state mangiate al volo. Le più grosse però, le teste tutte aperte, le ho fatte essicare nell'essicatore (ma per i funghi nessun problema, va benissimo il termosifone) e li ho usati poi in risotti, paste e... qui!
Come si vede nella foto (anche se sembra un po' carne, lo so) le testone essicate le ho tagliate a spicchi, fatte rinvenire in acqua e poi messe a insaporire un semplice sugo al pomodoro con soffritto con aglio e cipolla, in olio evo.
No sto nemmeno a scrivere la ricetta della polenta (farina di mais, da versare a pioggia nell'acqua bollente, mescolando continuamente; per i tempi di cottura dipende dalla grana della farina e se è precotta o meno). Per una polenta piuttosto soda si consiglia acqua, in perso, pari a quattro volte la farina. A me piace più morbida, il giorno stesso, ma è questione di gusti. Il giorno successivo, tagliata a fette, la polenta è deliziosa fritta o in forno, sbizzarritevi!
I pregi della polenta sono svariati! Innanzitutto il costo, veramente contenuto (non a caso era il cibo dei poveri), anche perchè la resa della farina è eccezionale e con pochissima farina si ottiene polenta per più persone; poi la semplicità di preparazione e la possibilità di farne in abbondanza e riusarla nei giorni successivi. Infine è un piatto leggero (bè, dipende anche dall'accompagnamento però!) e digeribile.
Scegliete farina bio, così evitiamo gli OGM.
Questa ricetta è ovviamente ottima anche come pappa per i bambini più piccoli. Per quelli veramente piccini si sconsigliano i funghi, ma è sufficiente lasciare da parte un po' di sugo semplice al pomodoro, oppure condire la polenta con olio evo, lievito alimentare in scaglie ed al limite con una grattata di formaggio veg!
Un'ultima nota: sebbene di consistenza leggermente diversa, per chi di voi avesse un mulino, consiglio la polenta di miglio! Un po' più appiccicosa e quindi difficile la cottura, ma è senz'altro più bilanciata, energetica e oltretutto alcalinizzante (il miglio è l'unico cereale che non acidifica) e remineralizzante.

martedì 30 marzo 2010

L’alimentazione di Nicolò: tiriamo le somme dello svezzamento a 3 anni.


Ho appena controllato le nuove tabelle OMS con le curve di crescita. C’è una parte di me che ancora non si è arresa e subisce l’imprinting del vitello: i bambini vanno pesati e misurati, quasi che il loro valore andasse a peso!
Quel che mi chiedo è: più il bambino è grande e meglio è? Più è cicciotto e più è sano? Più cresce in fretta e meglio è?
La risposta a queste domande per me è una sola: NO.
Non sto dicendo che i bambini grandi non siano sani, ma voglio parlare della crescita.
I punti fermi sono che normalmente bambini che nascono troppo piccoli hanno maggiori rischi di andare incontro ad alcune patologie da adulti, ma lo stesso vale per i bambini troppo grandi. Il dato interessante è che una crescita troppo rapida aumenta i rischi nel bambino “piccolo” anziché diminuirli.
Venendo alla mia esperienza, Nicolò non è mai stato una cima, è nato di 2 kg e 950 grammi, lungo credo 49 cm. Quindi partenza nella norma, ma piccina.
La sua crescita poi è sempre stata regolare e continua, cosa che lo ha portato ad essere ancora oggi nella norma, ma sul piccolino andante (un poco sopra il 15° percentile credo).
Devo ammettere che, come tutte le madri immagino, la mania di pesare e misurare è una sorta di conferma. Dal pediatra alle visite di controllo sembra di fare il tagliando! E quando si ha scelto una alimentazione per il pargolo così lontana dallo schematico (e misero) foglietto di linee guida che viene dato dai pediatri, ogni variazioni da quelle che sono considerate le ottimali caratteristiche della crescita (intellettiva, fisica, ecc.) viene vissuta come un giudizio.
Se io seguissi le indicazioni alimentari correnti, sono certa che vedendo Nicolò “piccolino” la gente mi chiederebbe com’è il padre (che infatti non è una montagna ed ha ossatura molto fine), come ha fatto il pediatra Proietti, all’ultima visita di controllo, ma solo dopo avermi detto che la crescita dell’ultimo anno era ottima e di proseguire come stavo facendo.
Invece adesso ogni volta che sento lo sguardo su di lui, ogni volta che al parco arriva qualche bimba della sua identica età e che mi sembra una “cavallona” in confronto al mio topo, il pensiero vola al cibo: cresce poco per mancanza di ferro? B12, no quella la integro! Calcio: ma va là, con tutti gli yogurt arricchiti e il tahin che si sbafa...
Parla poco e ancora non sa dire alcune lettere: sarà che sente due lingue ed ogni bambino è diverso, no? E invece il pensiero, viscido, si infila, e cerco di fare mente locale a quanti cucchiaini di semi di lino dimentico di dargli ogni settimana, andando nel pallone per gli omega3.
Ora basta! Quando questi pensieri cominciano a rendermi ortoressica per lui, io che ho sempre mangiato in scioltezza, con l’unico cruccio di qualche chiletto che sempre torna perchè sono una dipendente psicologica dai fuoripasto nei periodi di stress, arriva il momento in cui mi riprendo da sola! fermati Isa! Ma sei paranoica? Ho letto più libri io sull’alimentazione della mia pediatra di sicuro; ho preso un master in nutrizione e dietetica; sono una biologa e due, ben due pediatri diversi (Proietti, più quella della mutua assolutamente non filo veg*) mi conferma ad ogni visita che Nicolò sta una favola! Accade raramente, perchè Nicolò dal pediatra fin’ora ci è andato solo per le sempre più rare visite di controllo di routine.
E quindi analizziamo i fatti: non si è MAI ammalato. Non so cosa sia l’influenza (le sue tre febbriciole da quando è nato non sono mai durate più di due giorni, sparite da sole); i raffreddori sono stati 4 in tutto, l’ultimo l’autunno scorso, col naso che cola per poco meno di una settimana, ma mai chiuso. Non so cosa siano otiti, bronchiti, catarri, tosse. Sta sempre bene. E’ sempre fuori anche in inverno. Mai messi cappelli e cappellini, nè mai indossata una sciarpa (i guantini sì, ma solo per la nanna nel passeggino, stando fermi).
In tutta sincerità, se lui avesse una se pur minima carenza, possibile che sia più forte di tutti gli altri bambini che conosco? Io non so se sta tanto bene grazie a quello che mangia, ma so per certo che se ciò che mangia non fosse adeguato alla sua vita al limite dovrebbe essere più debole e delicato, non il contrario!
Com’è andato lo svezzamento? Bene, sono partita calma, ho proseguito calma (facendo affidamento sul latte formulato visto che purtroppo i tanti errori inconsapevoli che ho commesso mi hanno portata ad interrompere l’allattamento al seno a sei mesi), con l’unico accorgimento di variare i cereali e inserire quotidianamente i legumi, senza mai lesinare sui grassi (olio evo e creme di sesamo, mandorle, nocciole, ecc.).
Dall’età di due anni circa Nicolò ha cominciato a mangiare proprio come mangiamo noi (era un pigrone e fino ai 18 mesi suonati ha preteso tutto frullato o passato ;-)). Grazie a lui abbiamo ulteriormente ridotto il sale anche noi adulti. Raramente uso lo zucchero, solo nei saltuari dolci, di cui comunque lui non è affatto eccessivamente goloso, anzi, devo dire che è difficile da soddisfare! Adora lo yogurt di soia. Mangia volentieri riso, quinoa, miglio, avena, ecc. Mangia bene le verdure e adora la frutta fresca.
Ultimamente sta facendo qualche capriccio a tavola e spesso rifiuta le cose che preparo. All’inizio mi faceva francamente imbestialire, ora la prendo con più filosofia e mi dico che forse vuole solo far valere la sua indipendenza e farmi sentire che è lui che decide di sè stesso. E ha ragione :-)
L’accordo positivo che abbiamo raggiunto è che, quando non vuole quello che ho cucina, mangia una fetta biscottata col tahin, o un po’ di frutta e lo yogurt. Non muore di fame. O non ripiega su schifezze (che del resto praticamente non conosce), quindi direi che non devo lamentarmi.
La forma fisica è strepitosa: cammina un sacco, corre, si arrampica. E’ un nanetto energico!
Fuori casa è vegetariano: abbiamo deciso che per ora è importante che non si senta escluso o troppo strano e poi tanto sarà lui a decidere di sè stesso quando ne avrà voglia. L’alimentazione di tutti i giorni è vegan.
Ultimamente adora i noodles, sia di grano che di riso. Mangia volentieri le alghe! Le due cose per cui non impazzisce sono i legumi (se non sotto forma di passata o polpettine, devo cammuffarli un po’) e le cruditè: per lui non è ancora arrivato il momento per insalate e verdure crude, non ne apprezza ancora la consistenza. Spero che vedendo invece quanto noi ne mangiamo l’abitudine venga ugualmente assimilata, per proprietà transitiva! :-D
Da poco ho assunto la moderazione della sezione “Vegetarismo e veganismo nell’infanzia” di ForumEtici. Ho pensato a lungo a quanto io sia convinta delle mie scelte prima di sentirmi in grado di dispensare consigli agli altri. Ora sono giunta a due conclusioni. La prima è che l’alimentazione prevalentemente vegan sia assolutamente appropriata anche per un bambino (ce l’avevo già, questa convinzione, ma la metto in discussione ogni giorno ed ogni giorno me ne convinco, almeno per il momento!) e la seconda è che bisogna vivere la crescita dei nostri figli senza tante paranoie. In realtà sbagliare di grosso è difficile. Non bisogna avere il terrore di commettere errori irreparabili. Se non si fanno problemi (e dovrebbero!) quei genitori che vedo dare patatine e snack salati, coi coloranti ed esaltatori di sapidità a bambini di meno di un anno, è assurdo che me li faccia io; faccio le cose coscienziosamente, ma la paranoia porta ad altrettanti “errori”, per lo meno in termini di serenità.
Noi qui a discutere su quante volte a settimana sia lecita la soia, quando in Asia la bevono tutti i giorni e rientra nei pasti quotidiani di molti bambini, anche non vegetariani.
Non dico che bisogna smettere di informarsi e di controllare cosa dicono gli studi e la scienza, sulla soia, per stare in tema, ma ricordiamoci che è cibo. Purchè si dia cibo vero, di qualità.
Ne approfitto per segnalare anche qui l’uscita del libro “La cucina etica per mamma e bambino”, edizioni Sonda, che finalmente può andare incontro alle mamme veg* di tutta italia (e sì, oggi lo scrivo minuscolo, non è un errore) e rispondere alla domanda “sì, ma in pratica cosa fare da mangiare”?
:-)

lunedì 22 marzo 2010

Crema di cannellini con alghe dulse


Desideravo provare a dare un tocco di sapore “esotico” ad un classico tra i classici: la crema di fagioli cannellini.
I cannellini sono teneri, dal sapore delicato. Cuociono abbastanza in fretta (dopo debito ammollo, come sempre per i legumi secchi). La ricetta può essere personalizzata con più o meno spezie, soffritto, ecc.
In questo caso ho semplicemente messo a mollo per una decina di minuti una manciata di alghe dulse. Poi le ho strizzate e fatte saltare brevemente in padella con un filo d’olio. A parte ho fatto tostare un cucchiaio di semi di sesamo, che ho mescolato alle alghe a fine cottura. I più intrepidi possono friggerle le alghe! Io per le fritture sono negata...
Il sapore delle alghe trovo si sposi perfettamente con quello più delicato della crema e poi, fanno talmente bene che infilarle qui e là è un toccasana ;-)

mercoledì 10 marzo 2010

Torta alle nocciole


Questo è il tipico dolce di casa mia: semplice, non “pannoso”, non eccessivamente dolce, adatto per la colazione o la merenda, anche del bambino ;-)
Come sempre, è possibile arricchire la ricetta base, per esempio tagliando il dolce in due e farcendolo con una crema (di nocciole, al cioccolato, alla panna ecc.) oppure coprendolo con una glassa. Insomma, le possibilità per renderlo più ricco sono molte, ma a noi piace così com’è e sopratutto è piaciuto molto a Nicolò.
Ingredienti:
-1 tazza (250 ml) di nocciole sgusciate
-2 tazze di farina
-1 bustina di cremor tartaro
-2 cucchiai di farina di carrube
-2 tazze di latte di soia (meglio se alla vaniglia)
-4 cucchiai di zucchero integrale mascobado
Preparazione:
Per prima cosa nel frullatore ho sminuzzato il più finemente possibile le nocciole (fino ad ottenere quasi una farina). Questo perchè il topo odia i pezzetti duri, ma volendo è possibile tritarle più grossolanamente o meglio ancora tritarne grossolanamente una parte e più finemente il resto...
In seguito ho aggiunto (a questo punto sempre nel frullatore) gli altri ingredienti secchi: farina, cremor tartaro e carruba e zucchero.
Infine ho aggiunto il latte di soia. L’impasto risulta molto morbido, quasi liquido.
Io ho versato l’impasto in una teglia per dolci a forma di ciambella, la stessa quantità va bene per una teglia rotonda di dimensioni non eccessive (20-24 cm a seconda dell’altezza che volete ottenere).
Infornato in forno a 200°C per i primi venti minuti, poi ho proseguito la cottura ancora per dieci minuti abbassando la temperatura a 180°C. Ma ogni forno è diverso, il mio a gas non ventilato e con termostato di cui mi fido poco, quindi tenete d’occhio l’aspetto del dolce.
Questa torta ha un gradevole sapore di nocciola che non viene coperto dai due cucchiai di farina di carruba, buoni però per dare un gusto leggermente più “cioccolatoso”. La consistenza, in particolare, è a prova di bambino, perchè molto soffice e non fa troppe briciole ;-)
P.S. la foto è orripilante perchè ho fotografato l’ultima fetta rimasta, tagliata tutta storta... Perdonatemi!

lunedì 1 marzo 2010

Biscottini crudi ai fiocchi d'avena


E’ il mio primo tentativo di biscotti raw. Non sono perfetti, ma facili e veloci, quindi va bene :-)
Ingredienti:
-50 grammi di nocciole sgusciate
-50 grammi fiocchi d’avena
-50 grammi di pasta di datteri
Procedimento:
Mettere a mollo per qualche ora le nocciole. Frullarle con circa 200 ml di acqua e poi filtrare il liquido con un colino fine. In questo modo otterete un bella tazza di latte di nocciole (che potete tenere da parte per la colazione) ed un po’ di poltiglia di nocciole che non ho pesato ;-)
Alla poltiglia ho unito i fiocchi di avena (nel mio caso, appena fatti e quindi crudissimi, vedasi questo post) e la pasta di dattero. Ho mescolato bene con le mani, in modo da riuscire ad amalgamare la poltiglia di dattero. Infine ho formato delle palline, che ho schiacciato tra le mani per appiattirle ed ho sistemato su carta da forno nell’essicatore. Le ho lasciate essicare tutta la notte.
Con questa quantità di datteri non diventano biscotti troppo duri, ma devo ammettere che i datteri coprono decisamente il sapore delle nocciole, cha apportano quindi grassi, umidità, vitamine e minerali, ma non certo il sapore :P
Voglio provare a farli versione alla carruba e lasciando qualche seme oleaginoso (che sia nocciola o altro) spezzettato grossolanamente.
Comunque, sono ottimi!

venerdì 12 febbraio 2010

Clafoutis alle ramassin


In giardino abbiamo due alberi di susine piccoline (che dalle mie parti vengono chiamate ramassin) e la scorsa estate hanno prodotto veramente molto!
I susini sono alberi spettacolari, perchè crescono da seme (o fanno polloni a partire dalla pianta madre) e sono infatti molto più resistenti di tutti quegli alberi da frutto di varietà moderne sempre innestate.
Buona parte della produzione è stata dirottata in marmellate, ma una parte dei frutti sono stati lavati, asciugati, tagliati in due, snocciolati e surgelati.
Questo mi consente di avere susine giù pulite in ogni momento, perfette per un clafoutis!
Ho chiesto a mia madre la sua ricetta e l’ho semplicemente veganizzata senza cambiare le dosi (burro di soia al posto del burro e un cucchiaio di amido di mais al posto di ogni uovo).
E’ un dolce veramente veloce, buono e gradevole in ogni occasione!

Ingredienti:
Per la pasta brisè
-200 grammi di farina
-100 grammi di burro di soia
-acqua quanto basta per formare una bella palla
Per il liquido di farcitura
-1 confezione di panna (io ho usato panna di avena, ma ritengo più adatta la panna di soia)
-2 cucchiai di amido di mais o fecola di patate
-qualche cucchiaio di zucchero integrale, secondo il gusto
-susine pulite e tagliate a metà (meno di un chilo)

Preparazione:
Prima si forma la pasta brisè incorporando il burro alla farina e lavorandoli bene prima di aggiungere acqua a poco a poco.
Quando è pronta stendere la pasta, fine, su una teglia da crostata.
Sistemare sulla pasta le susine con la parte aperta rivolta verso l’alto, ben vicine l’una all’altra.
A parte amalgamare bene la panna, l’eventuale zucchero e l’amido di mais; poi versare il composto sulla frutta, cercando di spanderlo uniformemente.
L’uso di zucchero integrale cambia ovviamente il colore della farcitura, se ci tenete all’aspetto usate lo zucchero bianco...
Per quanto riguarda la cottura, un po’ più di mezz’ora a 200°C. Fino a che parte del liquido rilasciato dalle susine non asciuga e la crosta diventa dorata.
Quando il dolce è molto caldo può sembrare ancora un po’ liquido muovendolo (non troppo però! Altrimenti meglio rimetterlo qualche minuto in forno), ma solidifica raffreddandosi ;-)

venerdì 5 febbraio 2010

Raw mousse al cioccolato!


La scoperta dell’acqua calda: penseranno i crudisti, che, con loro grande gioia, sicuramente già conoscono questa semplice bontà.
Ma voglio comunque segnalare questa ricetta tanto semplice quanto geniale!
Se ne trovano varie versioni in rete ed è molto semplice per ognuno personalizzare in base ai proprio gusti.
Io ho usato (per 6 piccole coppette o 4 abbondanti):
-2 avocado maturi
-1 cup (250 ml) di malto di mais (lo so, non è crudo! Sostituibile con succo d’agave)
-6 cucchiai di cacao amaro in polvere o carruba(la dose di questo ingrediente è molto variabile, dipende da quanto desiderate “forte” la vostra mousse, tra 4 e 6 direi che viene bene)
-1 pezzettino di baccello di vaniglia tritato al macinacaffè (opzionale)
Preparazione: frullare assieme tutti gli ingredienti!
Io ho usato sia con il cacao che con la carruba, e sono ottime entrambe :-)
La consistenza: una goduria, una vera mousse! L’ho sistemata in vasetti monoporzione molto poco carini, ma tanto pratici perchè dotati ognuno del suo coperchio e l’ho conservata senza problemi in frigorifero alcuni giorni. Pertanto perdonate la fotografia come al solito sul penoso andante...
Nota personale sul malto di mais: il retrogusto leggermente amarognolo di questo malto si sente, quindi immagino che a qualcuno possa dare fastidio. La prossima volta mi doterò di succo d’agave o in alternativa di malto di riso.
Quindi: è ottima! è cruda, con tutte le preziose vitamine dell’avocado e, ovviamente, è vegan!

mercoledì 27 gennaio 2010

Mulino-fioccatrice :-)


E’ da parecchio che voglio scrivere qualcosa sul mio mulino.
Si tratta di un oggetto indubbiamente caro, ma credo ne possa veramente valere la pena se si fa regolarmente il pane, ma non solo. Io devo la mia fortuna ai miei genitori, che hanno fatto questo regalo speciale per la mia laurea.
Innanzitutto non è più necessario comprare la farina, nessun tipo di farina, tranne forse quella di ceci. E’ sufficiente tenere in casi semi vari, che si conservano più a lungo e mantengono inalterato molto più a lungo il loro contenuto vitaminico. Quando serve, peso i semi e aziono il mulino, ottenendo di volta in volta farina appena fatta, integrale (se serve con appositi setacci è possibile eliminare parte della crusca).
Questo consente non solo di avere sempre farina di ottima qualità, ma anche di avere farine normalmente non comuni (se non del tutto assenti) sul mercato: miglio, amaranto, quinoa, orzo, grano saraceno, segale. Ma anche di legumi! Si macinano senza problemi lenticchie e adzuki; fagioli più grandi richiedono un doppio o triplo passaggio: un primo passaggio con la macina allargata per spezzettare il legume e un secondo passaggio (o più) stringendo la macina per ottenere la finezza voluta.
Grazie a queste sconfinate possibilità si possono fare pani “rinforzati” con farine di legumi e polente con farine insolite (ottima la polenta di miglio!), nonchè arricchire dolci o biscotti. E si preparano facilmente farifrittate diverse dalle solite con farina di ceci!
Il mio dolce attrezzo svolge anche la funzione di fioccatrice: funzionalità forse meno utile o perlomeno più limitata, ma oltremodo interessante. I fiocchi fatti in casa sono realmente crudi (e ovviamente sempre freschissimi) e consentono muesli crudisti ;)
Infine, il mulino credo svolga anche un ruolo importante nell’educazione dei bambini: è bellissimo poter mostrare a Nicolò le piante, i frutti, i semi, vede i semi trasformarsi in farina, la tocca con mano. Sa da dove viene la pasta e il pane.
Io lo uso spesso e, vista la durata dell’oggetto, credo fermamente che la spesa venga ripagata ampiamente nel tempo ;-)
Aggiornamento: mi sono resa conto di non aver inserito alcun riferimento per chi fosse interessato a saperne di più (prezzi, modelli ecc.) pertanto ecco una listi di siti da cui è possibile acquistare un mulino e/o una fioccatrice:
Naturalia
La Macina
Tibiona
Promexa
Gimas
Il mio proviene da Naturalia e mi trovo benissimo, ma credo che il funzionamento sia veramente molto simile nei vari modelli. E' importante avere in mente la quantità di farina che in linea di massima si usa ogni settimana, perchè i mulini manuali sono splendidi (ed ecologici) ma servono 20 minuti per mezzo chilo di farina o giù di lì... Anche la potenza del motore può essere scelta in base alla quantità di farina che pensate di fare regolarmente ;-)
Infine, nota sulle dimensioni: il foglietto appeso che si vede alla sinistra nella foto è un normale foglio da stampante A4.
:-)

sabato 23 gennaio 2010

Topinambour: che delizia crudi!



Quest'anno finalmente tra i piccoli risultati dell'orto posso citare i topinambur!
In realtà è una pianta molto semplice da coltivare: non serve fare nulla, tranne annaffiare se l'estate è molto secca perchè ama i terreni ben drenati, ma con abbondante acqua (tipo le zone sabbiose lungo i letti dei fiumi, tanto per capire). Anche l'esposizione deve essere buona, perchè per esperienza posso dire che se messo troppo in ombra non riesce a fiorire e la produzione è ovviamente miserrima.
Ho sempre amato il particolare sapore dei topinambur, ma non so perchè, li avevo sempre assaggiati cotti.
L'inulina di cui sono ricchi è ottima per la flora intestinale, ma può creare problemi di "aria", sopratutto se si è poco abituati.
Non so perchè credevo che questo inconveniente aumentasse senza la cottura e mi aspettavo un sapore un po' forte.
Avuti dei tuberi di mia produzione ho pensato fosse il momento di mangiarli crudi e, sorpresa, sono buonissimi! Il sapore è delicato! la consistenza croccante, ma non asciutta uno spettacolo per la masticazione! sono sazianti e veramente l'insalata diventa senza problemi la componente principale del pasto! infine, non da poco, non ci ha dato alcun fastidio "turbolento", forse perchè da crudi se ne mangia una quantità inferiore o si mastica meglio, non so...
Io li abbinati con germogli di lenticchia, funghetti e nocciole (sempre crude e di "mia" produzione) e devo dire che la croccantezza è deliziosa! Trovo ci stia a meraviglia ocndire con poca senape, diluita in olio evo, ma anche accompagnarli con un poco di succo di limone e sedano è stato piacevole (anche se troppo limone tende a coprire facilmente il sapore del tubero, quindi occhio alle dosi).
Che dire: lo consiglio!